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007 Casinò Royale

Foto 007 Casinò Royale Film, Serial, Recensione, Cinema

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Dopo aver sventato un piano terroristico ai danni dello Skyfleet, l'aereo più grande del mondo, James Bond (Daniel Craig) deve affrontare Le Chiffre (Mads Mikkelsen), brillante matematico e giocatore di poker, la cui specialità è la vendita allo scoperto di azioni destinate a scendere, a causa degli attentati da lui organizzati. Per rifarsi delle perdite, organizza nel Montenegro, al Casinò Royale, una partita di poker con poste altissime. Bond, considerato uno dei pochi in grado di tener testa a Le Chiffre, vi partecipa finanziato dal tesoro britannico, rappresentato dall'affascinante Vesper Lynd (Eva Green).

Titolo originale
RegiaMartin Campbell
CastDaniel Craig, Eva Green, Mads Mikkelsen, Jeffrey Wright, Giancarlo Giannini, Judi Dench
GenereAvventura
Anno2006
Durata144'
ProdUsa/Regno Unito/Germania/Repubblica Ceca
ProduzioneMichael G. Wilson, Barbara Broccoli
DistribuzioneColumbia Pictures
Sitoweb

Recensioni (2)

Ugo80 Film Cinema
Ugo80
7

Eccolo là! L’ennesimo episodio (ho perso il conto) della spia più famosa in tutto il mondo; una lunghissima serie quella di 007, che ha fatto la fortuna dei produttori A. Broccoli e H. Saltzman e non solo. Iniziata nel lontano 1962 con Sean Connery, ancora oggi il più amato, poi la serie è proseguita con alterni risultati, cambiando ben quattro attori, Moore, Lazenby, Dalton, Brosnan e adesso il biondo Daniel Craig. Stando alle intenzioni del creatore di Bond, I. Fleming, Craig è forse quello che più si avvicina all'originale del romanzo, descritto in maniera rude e senza particolari virtuosismi. Se il personaggio è completamente opposto all'eleganza dei modi e l’accuratezza dell’eloquio mostrati nei primissimi film e quindi più vicino al romanzo, questo Casinò Royale, come già facevano presagire i film immediatamente precedenti, si discosta però dal nucleo originario dell’universo bondiano, in altre parole “lo spionaggio”. L’elemento dell’azione prevale e prevarica spesso a discapito della silente spia con licenza di uccidere nel modo “stealth”, cioè che agisce furtivamente sul malcapitato. C'è da dire che questo Bond, in virtù del fatto che il cinema di oggi è sensibilmente diverso da quello di quarant'anni fa, è un Bond che convince, ma con qualche riserva. Lo spirito della serie rispetto ai film di Brosnan, s’intravede in alcune sequenze, la trama è d'interesse soprattutto perchè si basa sul primo libro di Fleming, Casinò Royale, che per anni non è mai stato preso in considerazione. C'è una chiara volontà di ritornare alle origini del mito per rinnovare una saga che negli ultimi tempi non aveva pienamente convinto il pubblico e la critica, riadattando il romanzo per le esigenze commerciali del cinema contemporaneo. Il film ostenta una certa mondanità? Sì, ma non è forse il marchio di fabbrica dello stile ideato da Fleming? Tutto è appariscente, scenografie, macchine di lusso come la ritrovata e rinnovata Aston Martin (si dice ne abbiano distrutte una quarantina), gadget, stavolta però poco ricorrenti e ovviamente le donne. Vesper Lynd (Eva Green) a differenza della classica “bondgirl” mostra una caratterizzazione più evidente non solo visiva ma anche intellettuale, aggiungerei una certa fragilità come ad esempio la scena nella doccia, uno dei momenti più drammatici del film. Il personaggio interpretato da un bravo G. Giannini, però sembra fuoriposto nell’economia della narrazione. La parte tecnica è sicuramente il piatto forte con sequenze d'azione ben studiate, che non annoiano. Il film, tuttavia, dopo tre quarti d'ora abbondanti si dilunga in un altra mezz'ora inutile, solo per farci capire che questa serie continuerà ancora. Sarebbe stato un degno finale conclusivo di una serie leggendaria e invece no, seguendo il trend lesivo dei cosiddetti “reboot”, cioè un re-inizio, questo film non sarà l'ultimo, prolungando un brand abusato, forse agonizzante, fino all'inverosimile.  

Ugo Gianfreda

Superficie 213 Film Cinema
Superficie 213
8

L'agente 007 torna rinnovato e finalmente libero da una formula stantia che negli ultimi anni, tranne rare eccezioni, aveva affossato il suo mito cinematografico. Daniel Craig ha la faccia giusta,spigoloso e con sguardo davvero cattivo e recita in modo convincente e senza eccessi. Buon anche la regia di Campbell che resta sempre attaccato ai personaggi senza eccedere in virtuosismi dannosi od eccessi di inverosomiglianza. Gia ' dalla prima sequenza si capisce che si fa sul serio. La fotografia e' bella,il montaggio serrato e la sceneggiatura si muove dal thriller all'action senza dimenticarsi del melo' e dell'introspezione dei caratteri. Insomma un bel film d'azione di quelli quasi seventies che non e' senza pecche - eccessiva lunghezza e qualche colpetto di scena poco convincente - ,ma che da' aria ad un personaggio che aveva bisogno di un rinnovamento e che in questo caso ha sicuramente giovato alla saga spy piu' lunga di sempre. In conclusione una pellicola ben fatta,con un buon ritmo e con una messa in scena precisa e pulita che ne fanno un action imperdibile. Federico Frusciante Ben tornato ad un mito che con questo film conferma la sua immortalita' cinematografica.

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