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1997: Fuga da New York

Foto 1997: Fuga da New York Film, Serial, Recensione, Cinema

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1997: New York, devastata dalla violenza viene trasformata dalle autorità in una enorme prigione dalla quale nessuno può fuggire, pena la morte. Qui dentro, in un quartiere dove domina il Duca con la sua banda, cade l'aereo presidenziale dirottato da imprecisati terroristi. Chiuso nella sua capsula protettiva, c'è il presidente degli Usa che dovrebbe raggiungere gli altri "grandi" del mondo. L'incidente fa si che il presidente venga catturato e tenuto in ostaggio dalla banda del Duca, allo scopo di ottenere la libertà. Il capo della polizia pensa allora di utilizzare il feroce ma abile Jena Plissken, un eroe di guerra carico di condanne. Jena ritornerà con la fedina penale pulita se riuscirà a riportare in salvo il presidente e i documenti segreti, soprattutto un nastro magnetico registrato che ha con sè. Ha solo ventiquattro ore di tempo e, per sommo ricatto, gli hanno messo nel sangue una micro-bomba che gli farà esplodere le arterie se non tornerà indietro nel tempo previsto. La lotta contro i minuti si svolge in uno scenario crudele e fatiscente: Jena passa da un ambiente all'altro, ferito, battuto, al limite delle risorse fisiche, ma alla fine...

Titolo originale
RegiaJohn Carpenter
CastKurt Russel, Lee Van Cleef, Ernest Borgnine, Donald Pleasence
GenereAzione
Anno1981
Durata99'
ProdUsa
Produzione
Distribuzione
Sitowebhttp://www.mgm.com/title_title.do?title_star=ESCAPENY

Recensioni (1)

Ugo80 Film Cinema
Ugo80
9

Chiusa definitivamente la stagione hollywoodiana alla fine degli anni '70, dove utopisticamente i registi della New Hollywood avevano raggiunto un’indipendenza artistica rilevante, perché è ben noto che il lavoro di un regista è di solito influenzato, nel bene e nel male, da produttori e da vere e proprie multinazionali interessati principalmente a far quadrare i conti, John Carpenter è uno dei pochi registi quasi totalmente avulsi dal sistema. La totalità creativa, o quasi, lo pone a buon diritto fra gli autori indipendenti americani e per molto tempo incompresi come Michael Cimino o Samuel Fuller. Il successo di Halloween però gli ha permesso di avere un budget più sostanzioso per il suo film Fuga da New York, ripescando una vecchia storia da lui inventata a metà degli anni ‘70 e ambientata in un futuro oscuro e apocalittico. Di sapore fantascientifico, pur essendo un ‘action movie’ a tutti gli effetti, Fuga da New York è uno di quei film che aprono il decennio degli anni '80, caratterizzato da uno straniante senso di depressione. Una condizione esistenziale avvertita inconsciamente anche dalla gioventù dell'epoca, minata da una latente recessione e da un conservatorismo che sembra aver di nuovo preso piede. Il 1981 è stato anche un periodo segnato dagli attentati, famosi quelli ai danni di Reagan e del papa Giovanni Paolo II. Questo clima si riflette, sia pur estremizzato, nel film di Carpenter. Un racconto di fantasia, certo, ma che col tempo si è dimostrato profetico. Al contrario dei film tipicamente americani, i personaggi di Carpenter non hanno un moralismo di patria e libertà, piuttosto essi vivono l’incombenza dei problemi della società come una condizione indispensabile dell'essere; al protagonista, Snake Pliskeen (Iena, nell’edizione italiana n.d.r), non importa di quale può essere l'importanza di salvare un presidente, egli svolge la sua missione soprattutto per salvarsi la pelle. Attraverso lo sguardo cinico di Iena possiamo trovare la riflessione bruciante che il regista ci insinua, propagandando attraverso un film di genere, un messaggio politico implicito che lascio allo spettatore il compito di decifrare. Fuga da New York con il suo clima futuristico e desolato, che influenzerà visivamente film come Terminator e Blade Runner, apre la migliore stagione di John Carpenter. Corredato da una dinamica colonna sonora di sua stessa invenzione e immerso in una fotografia ai limiti dell'oscurità, ci mostra da un lato una New York non più città, trasformata in un penitenziario dalle fattezze di un rifugio post-atomico, dall'altra la legge e il sistema, che ci sono mostrati non privi di contraddizioni. 

Ugo Gianfreda

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