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Broken Flowers

Foto Broken Flowers Film, Serial, Recensione, Cinema

Don Johnston (Bill Murray) è un dongiovanni in crisi di identità. Lasciato dalla fidanzata (Julie Delpy) riceve una lettera da un'anonima ex-amante, che lo informa di avere avuto in passato un figlio da lui. Il ragazzo, ora diciannovenne, probabilmente intende cercarlo. Don, convinto dal suo vicino di casa Winston (Jeffrey Wright), intraprende un viaggio nel proprio passato alla ricerca della possibile autrice della lettera.

Titolo originale
RegiaJim Jarmusch
CastBill Murray, Jeffrey Wright, Sharon Stone, Frances Conroy, Jessica Lange, Chloë Sevigny, Pell James, Tilda Swinton, Julie Delpy, Chris Bauer, Ryan Donowho, Alexis Dziena
GenereDrammatico
Anno2005
Durata105' / 02 Dicembre 2005
ProdU.S.A.
ProduzioneBac Films, Focus Features
DistribuzioneMikado
Sitowebwww.brokenflowersmovie.com

Recensioni (2)

Superficie 213 Film Cinema
Superficie 213
8

Jarmusch e' un grande regista,un autore essenziale nato negli anni d'oro della new wave newyorchese. I suoi umori sono simili a quelli di dischi di artisti con i quali ha collaborato: Talking Heads,Patti Smith,TelevisIon,Richard Hell,Ramones. Anche nei suoi film meno riusciti ci sono schegge impazzite di genio e follia. Questo BF e' un piccolo film che muove i suoi passi nel road movie e nella commedia amarognola tanto cara all'artista di New York. Per prima cosa e' da citare la stupenda prova di Murray che dopo LOST IN TRASLATION,STEVE ZISSOU e questo BF si afferma come uno dei miglori attori che l'America offra. La sua prova e' straordinaria,impeccabile al limite della perfezione umana. Il suo sguardo,la sua voce - DA VEDERE ASSOLUTAMENTE IN LINGUA ORIGINALE.. - ed i suoi movimenti sulla scena non si dimenticano in fretta. Ottimi anche tutti gli altri attori - grande Sharon Stone con figlia Lolita al seguito.. - che danno spazio ad interpretazioni misurate ed efficaci. Sceneggiatura da manuale,fotografia molto calda e musica davvero bellissima completano questo bel film giustamente premiato a Cannes. In conclusione Jarmusch dimostra ancora una volta che il suo e' un cinema indispensabile e davvero ricco sia di forma che di contenuto. Contro tutti quelli che,stupidamente, lo detestano - da ricordare tutte le recensioni negative che becca su IL GIORNALE...poveracci.. - il suo cinema vive e senza essere scalfito dal tempo. Federico Frusciante

Michael Vronsky Film Cinema
Michael Vronsky
8

Don Johnston, uomo di mezza età, siede sul divano avvolto in un silenzio quasi surreale, dedito alla visione di un vecchio film. La sua donna lo lascia, porta con sé la valigia e se ne va. Lui non fa nulla per fermarla ma anzi, come se niente fosse riprende a guardare la tv. S’addormenta accasciandosi sul divano come un sacco di patate. Al risveglio trova una busta rosa- precedentemente non notata- proprio vicino l’uscio della porta: è senza mittente. E’ scritta con inchiostro rosso su carta rosa. E’ una donna a scrivere a quanto pare. Parla di un figlio concepito vent’anni addietro. Un suo vicino di casa lo sprona ad andare alla ricerca delle sue ex avute a quei tempi. Verità? Bluff? Comunque bisogna tentare. Menefreghista di sé e del mondo che lo circonda, Bill Murray è il protagonista perfetto per questo film: l'esempio rampante di come l'apatia, se trascurata, può diventare cronica. Don Giovanni appassito, osserva con estrema noncuranza da indifferente spettatore, l’irrefrenabile svolgersi della vita che gli si pone di fronte, senza fare una piega. Parte per un viaggio alla ricerca di un (presunto) figlio che si trasforma ben presto in un viaggio alla ricerca di sé stessi all’interno di una America solo apparentemente tranquilla ma fortemente preoccupante e piena d’incertezze, composta da madri e figlie Lolite, comunicatrici d’animali, mogli frustate e “schizzate”. Sensuale quanto bellissima Sharon Stone, la “prima della lista” a cui Don/Bill si presenta con un mazzo di fiori rosa. Il suo cameo è irresistibile ed emana un fascino assai superiore da quello mostrato in Basic Instinct. Un’interpretazione volutamente inespressiva quella di Bill Murray, la più adatta per descrivere un uomo che non ha saputo ( o voluto) costruirsi delle prospettive intorno a sé: privo d’emozioni forse perché la vita non gliela mai date. Descrittivo nei particolari e attento alle psicologie di ogni singolo personaggio, Jim Jarmusch dirige un singolare film altamente malinconico rivestito da un sottile strato d’ironia. Irrisolto e poco conciliante, BROKEN FLOWERS è un film ciclico. Lo sguardo smarrito e deluso di Bill Murray che quando (crede) d’aver finalmente trovato un senso alla propria vita è emblematico. Ci illudiamo che qualcosa possa cambiare così repentinamente ma invece no: è una strada assai più complessa e faticosa di quanto si possa immaginare.Marco Sorrentino

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