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Cacciatore di Teste

Foto Cacciatore di Teste Film, Serial, Recensione, Cinema

Bruno Davert è un dirigente della cartiera dove lavora da quindici anni. Benché sia un lavoratore serio e coscienzioso, un giorno viene licenziato insieme a un centinaio di colleghi a causa di una ridistribuzione economica. Convinto di essere ancora giovane e di avere competenze soddisfacenti, pensa di poter trovare in breve tempo un altro lavoro simile a quello perduto. Tre anni dopo, essendo ancora disoccupato, Bruno è angosciato perché non trova il modo di continuare a garantire un livello di vita soddisfacente alla sua famiglia, così intraprende una disperata battaglia contro il sistema che l'ha stritolato e per ottenere quello che desidera non esita ad eliminare uno ad uno i suoi potenziali concorrenti...(Trama ufficiale)

Titolo originale
RegiaConstantin Costa Gavras
CastJosé Garcia, Karin Viard, Geordy Monfils, Christa Theret, Ulrich Tukur, Olivier Gourmet, Yvon Back, Thierry Hancisse, Olga Grumberg, Yolande Moreau, Dieudonné Kabongo Bashilà, Jean-Pierre Gos, Vanessa Larré, Serge Larivière, Jeanne Savary
GenereCommedia
Anno2005
Durata122 '
ProdBelgio - Francia - Spagna
Produzione
DistribuzioneCecchi Gori
Sitoweb

Recensioni (1)

Superficie 213 Film Cinema
Superficie 213
8

Un film da vedere piu' volte,calibrato benissimo e diretto in modo semplice e preciso da un Costa-Gavras in forma smagliante dopo l'interessante ma non ottimo AMEN. Una sceneggiatura affilata,messa in scena in modo forte e senza tentennamenti ,con al suo interno dei caratteri che sono incredibilmente ben studiati e che rimangono impressi con forza nella memoria,grazie anche ad un'accurata scelta dei tempi ed alla mastodontica interpretazione degli attori,tra cui spicca il bravissimo protagonista José Garcia. Un film che denuncia in modo schietto ma con l'aiuto del genere - qui il noir\thriller - una situazione economica mondiale incrediblmente grottesca e surreale che purtroppo pero' e' la nostra ,quella di tutti i giorni. Il povero protagonista licenziato riflette una condizione ormai esasperante della societa' che lo circonda e decide di agire per non essere piu' sottomesso alle regole. Anzi decide di fottere le regole per poterle di nuovo "ascoltare". Lo fa in modo estremo ma da contabile,senza troppe emozioni ,portando avanti "il lavoro" come fosse una cosa come un altra. Gavras addirittura inserisce momenti di humor nero che invece di far calare la tensione ,paradossalmente ,la alzano in favore di un falso- realismo cinematografico che giova ad un 'opera schierata ed intelligentissima. La critica di Gavras pero' non e' solo verso i potenti o chi occupa posizioni altissime. Anche il nostro protagonista e' un uomo assolutamente antipatico,un omino buffo, e "capitalista",pur di avere cose che alzano la soglia della vita arriva ad uccidere ed a non pentirsi assolutamente. Il suo pero' e' un piano gia' vecchio per una societa' che ruba le idee - solitamente le peggiori.. - ancora prima che vengano espresse e che viaggia veloce verso l'autodistruzione perche' in molti abbiano cose superflue a svantaggio di pochi che non hanno neanche quelle necessarie per vivere. Federico Frusciante

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