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Carlito's way

Foto Carlito's way Film, Serial, Recensione, Cinema

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Il trafficante d'eroina Carlito Brigante (Al Pacino) esce di galera grazie ad un cavillo giudiziario. E cerca di rifarsi una vita diventando gestore di un nightclub, per racimolare il denaro necessario a trasferirsi alle Bahamas. Ritrova anche l'amore: la splendida e dolce Gail. Ma il suo avvocato David (Sean Penn) cocainomane e colluso con la malavita, lo coinvolge nell'omicidio di un boss mafioso. È l'inizio di una frenetica fuga contro il tempo... Il film è basato su due libri-verità scritti dal giudice della Corte Suprema Edwin Torres.

Titolo originale
RegiaBrian De Palma
CastAl Pacino, Sean Penn, Penelope Ann Miller, John Leguizamo, Ingrid Rogers, Luis Guzman, Joseph Rebhorn, Joseph Siravo, Viggo Mortensen, Richard Foronjy
GenereDrammatico
Anno1993
Durata138'
ProdU.S.A.
ProduzioneBergman / Baer
DistribuzioneUniversal Pictures
Sitoweb

Recensioni (1)

aston81 Film Cinema
aston81
9

Carlos Brigante è un ex spacciatore portoricano dell’East River che esce di galera, grazie ad un cavillo legale del suo abile avvocato, David Kleinfeld, e ritrova le vecchie compagnie per le strade del suo quartiere. Una volta fuori, si accorge però di come in cinque anni siano cambiate moltissime cose. Il suo obiettivo, dopo anni di delinquenza, è quello di mantenersi pulito e risparmiare il necessario per trasferirsi su un'isola dei Caraibi con l'obiettivo di rilevare un autonoleggio, da un suo conoscente, dando un taglio netto con un passato di illegalità e violenza. Per raggiungere il suo scopo prende in gestione un bel locale, in cui vi sono anche i finanziamenti di David. Ritrova anche la compagnia di Gail, sua ex fidanzata lasciata quando egli fu arrestato per scontare una pena di trent'anni, accorciata poi dall’avvocato. Il ritrovato rapporto con la ragazza, seppur altalenante, è piacevole e corrisposto. Ulteriore spinta emotiva verso il proprio miglioramento, ma gli eventi e gli obblighi della vita da strada non tardano a ritornare in tutta la loro imprevista presenza. Il suo avvocato, infatti, si è messo nei guai con un potente boss della mafia italo-americana. Carlito, mosso da un sentimento di riconoscenza nei confronti di chi era riuscito a farlo uscire di prigione, finirà, aiutandolo, in problemi risolvibili solo tramite quell’illegalità estrema alle quale aveva deciso di non ricorrere più, fino ad un tragico epilogo. Proprio a causa di quella vena di redenzione che se da un lato lo stava facendo evolvere in una persona migliore, dall’altro non gli ha concesso la determinazione per trattare in maniera “adeguata” cetre situazioni irrisolte. Il regista consce bene il proprio mestiere, e questo è indubbio. Con maestria ed eleganza racconta una storia a metà fra noir e thriller mafioso, non eccedendo ne in inutili carneficine, ne in dialoghi prolissi e noiosi. E creando con la sua opera e le sue inquadrature quasi un secondo attore principale. È giustamente ritenuto da molti l'erede cinematografico di Alfred Hitchcock, per la sapienza con la quale sceglie e dosa gli elementi del suo cinema, cari anche al defunto maestro del noir. Il protagonista, qui in una parte tagliata col rasoio per lui, dimostra (se ve ne fosse ancora bisogno!) che dal precedente Scarface si può migliorare, donando luce ed umanità allo stereotipo del delinquente. È stupendamente doppiato da un Giancarlo Giannini cattivo e cinico come solo lui sa essere. Per i palati più fini, questa nostalgia della malavita “che non è più quella di una volta” dalla quale è affetto Carlito, può risultare fuori luogo, quasi un difetto, ma è più credibile di tanti altri personaggi “strong”, ma bidimensionali. Nel cast spicca anche l'interpretazione dell'avvocato, in cui l'attore dimostra una grande capacità istrionica. Il film è basato sul secondo romanzo del giudice Edwin Torres, After hours, ma il film fu intitolato come il primo libro, per non essere confuso con il film di Martin Scorsese Fuori orario (After hours). Nel 2005 fu girato un prequel destinato all’home video, intitolato Carlito's Way - Scalata al potere (deludente). Tony Franzella

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