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Cloverfield

Foto Cloverfield Film, Serial, Recensione, Cinema

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Cinque ragazzi newyorchesi organizzano un party per un loro amico che sta per partire alla volta del Giappone. Ma nel corso della festa, un enorme mostro gigante piomba su New York causando panico e distruzione.

Titolo originale
RegiaMatt Reeves
CastBlake Lively, Mike Vogel, Lizzy Caplan, Jessica Lucas, Michael Stahl David, Odette Yustman, T.J. Miller
GenereAzione
Anno2008
Durata1 Febbraio 2008
ProdU.S.A.
ProduzioneBad Robot
DistribuzioneUIP
Sitowebwww.cloverfieldmovie.com

Recensioni (2)

alexfilm02 Film Cinema
alexfilm02
6.5

Non mi ispirava per nulla, lo ammetto. Manco sono un fan della serie TV Lost (della quale J.J. Abrams, il creatore di questo film, è il papà, per chi non lo sapesse..), della quale comunque qualche episodio me lo sono poi effettivamente guardato.. ATTENZIONE! Di eguito può essere rivelata parte della trama!! SPOILER SPOILER Tutto il film è girato come se le riprese fossero fatte con una telecamera amatoriale dai protagonisti (telecamera che, come si legge all'inizio del film, è stata ritrovata nell'area di Central Park dalle forze militari, e detto tra noi è una telecamera bionica!! La voglio anche io!! Ditemi almeno la marca...!!!!). Il film parte dalla serata romantica trascorsa da Rob e Beth, che si svegliano nell'appartamento di lei il 27 Aprile, passando poi ai preparativi fatti dal fratello e dagli amici di Rob per la partenza di lui per il giappone un mese dopo, il 22 Maggio. -Personalmente ho trovato molto bella l'idea di far vedere (con la scusa che viene usata su quella telecamera una vecchia cassetta registrata un mese prima) frammenti precedenti all'attacco durante il film..- Durante la festa si sentono strani rumori e versi ed i ragazzi si dirigono all'esterno, quando vedono una forte esplosione e la testa della statua della libertà attera sulla strada davanti a loro, mentre in lontananza si vede di sfuggita la sagoma di un mostro di dimensioni enormi.. Non certo innovativa l'idea della ripresa amatoriale, ma sicuramente ottima la riuscita su schermo (anche se ho notato che qualcuno l'ha trovata fastidiosa come cosa) grazie anche a degli effetti speciali veramente straordinari (come ad esempio l'attacco iniziale e la testa della statua divelta, o come la scena in cui finalmente, ma confusamente, si vede il mostro che attacca Manhattan).. Sicuramente rimangono (come dicevo sopra) alcune cavolate, alcune lacune (IMO) sulla trama, come la scelta del gruppo di amici di tornare dalla ragazza in difficoltà nel centro dell'area attaccata, o come scrivevo sopra di una telecamera pressochè indistruttibile, ma penso che in un film d'azione e di intrattenimento quale vuol essere questo siano pecche comunque superabili. Rimangono ottimi i tempi del film, veloci nelle scene d'azione, ma con un ritmo più rallentato nei rari flashback del film o nei momenti in cui si presentano meglio i personaggi che ne prendono parte, creando così un ritmo narrativo ottimo senza mai creare troppa tensione nello spettatore. Insomma, un ottimo film per chi cerca momenti di evasione o si cerca un film d'azione tutto sommato valido. TRIVIA Cloverfield. Se osservate attentamente il film nelle ultime scene si vedrà un oggetto provenire dal cielo e cadere in mare... Alex

backstreet70 Film Cinema
backstreet70
6.5

In "Grand Canyon" di Lawrence Kasdan c'è una sequenza dove un produttore Hollywoodiano (intepretato da Steve Martin) pressappoco diceva "Sono io l'artista, i registi sono quelli che vanno a prendere i premi", questa frase ben si allaccia ad un discorso su J.J.Abrams (per i pochi che non lo sanno il creatore di Lost, Alias e regista di Mission impossibile 3). Ora, come regista tout court ha diretto un solo film, peraltro abbastanza brutto anche se le scene d'azione erano decisamente buone, invece come produttore ha una posizione che non ha nulla da invidiare a Jerry Bruckheimer (quello di C.S.I. e della filosofia cinematografica di "una esplosione ogni due minuti" o giù di lì) o alla Dreamworks di Spielber-Geffen-Katzemberg (servono spiegazioni?), sembra un Joe Silver (quello di "Arma letale" e "Matrix") del nuovo millennio. A dispetto del regista Matt Reeves (uno dei neo registi della sua scuderia) è lui il vero autore del film e soprattutto del suo lancio pubblicitario sulla rete, che ha fatto sì che l'attesa salisse a temperature altissime al punto che la prima settimana di uscita negli U.S.A. ha già coperto tutte le spese. Cloverfield rilegge i miti del passato, quali i mostri giapponesi tipo Godzilla, aggiornandone le metafore (l'esorcismo della bomba atomica viene sostituito da quello dell'11 settembre) e investendoli delle nuove forme di comunicazione globale, e se l'idea della camera a mano non è nuova lo è invece lo spirito da youtube che pervade tutta la pellicola, non solo dal punto di vista della fotografia ma anche da quello dei contenuti (ti vedi la testa della statua della libertà in mezzo alla strada e vedi che metà della gente le fa una foto con il cellulare) . Le riprese si dividono sostanzialmente in blocchi di lunghe pianosequenze che devono aver preso molto tempo nelle prove e il resto è un gran lavoro di postproduzione dove il lavoro sugli effetti speciali è di certosina qualità. Sull'uso delle riprese a mano c'è da aggiungere che se in "The Blair witch project" sembrava assurdo che una scappasse portandosi dietro (e filmando) una camera a mano invece che buttarla in un fosso e correre via alla grande, qui, all'inizio del film, viene mostrato come la camera digitale venga consegnata ad uno che non è proprio un mostro di intelligenza e che si prende molto a cuore il compito di testimoniare quello che accade. Il secondo grado di lettura ci mostra che il film sostanzialmente racconta una storia d'amore, e qui il lavoro di montaggio è molto originale, e dal punto di vista ludico regge bene i suoi '90 minuti con qualche colpo di scena ben piazzato e un po' di amaro in bocca per le risposte mancate, diciamo che è un film che si fa apprezzare per tutto il sottotesto che si porta dietro che per i suoi reali valori espliciti, è un film del suo tempo ed ignorarlo non costa niente ma non sarebbe neppure saggio. Paolo Iglina

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