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Halloween - The beginning

Foto Halloween - The beginning Film, Serial, Recensione, Cinema

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Dopo essere stato recluso per 17 lunghi anni in un manicomio e avere ricevuto le (inutili) cure del Dottor Sam Loomis, Michael Meyers, adesso uomo adulto e ancora molto pericoloso, scappa e si dirige immediatamente verso la sua città natale, Haddonfield, nell'Illinois, dove vuole trovare la sua piccola sorella. Chiunque incroci il suo percorso mette a repentaglio la propria vita...

Titolo originale
RegiaRob Zombie
CastHeather Bowen, Sheri Moon Zombie, Daeg Faerch, Malcolm McDowell, Tyler Mane, Brad Dourif, Clint Howard, Danny Trejo, Danielle Harris, Scout Taylor-Compton, Danielle Harris, Kirstina Klebe, Hanna Hall, Willian “Bill” Forsythe
GenereHorror
Anno2007
Durata109'
ProdU.S.A.
Produzione
Distribuzione
Sitowebwww.halloween-themovie.com

Recensioni (2)

Superficie 213 Film Cinema
Superficie 213
8

Rob Zombie oltre ad essere un buon musicista ha dimostrato il suo talento dietro la macchina da presa nel suo dittico LA CASA DEI 100 CORPI\LA CASA DEL DIAVOLO,due dei migliori horror degli ultimi anni - in special modo il bellissimo secondo capitolo - . Questo remake del capolavoro di Carpenter era una bell'esame per capire se Zombie e' o non e' un vero talentaccio della settima arte. Dopo aver visto il film in questione non posso che esclamare :esame superato in pieno! Presentato dallo stesso Carpenter - che ha seguito personalmente la genesi del film - ,questo remake ha dalla sua una forte impronta "roots" ed una prima parte completamente "nuova" rispetto alla versione del capostipite. Qui infatti il regista decide di dare uno spessore "umano" al cattivissimo Michael Myers,trasportandolo in un mondo sporco,senza regole e che non perdona gli errori. E' subito riconoscibile la firma dell'autore nella descrizione della famiglia di Myers e nell'ambiente che lo circonda. La madre - interpretata alla grande dalla moglie di Zombie ,la bellissima Sheri Moon ,la donna col culo piu' bello del mondo! - e' una spogliarellista incapace di comunicare il suo amore al figlio,il patrigno e' il classico bestione reazionario stupido e violento,la sorella e' una ragazzina vogliosa di sesso che non capisce una mazza. Insomma la classica famigliola alla Spielberg! A scuola per il piccolo Michael le cosa non vanno meglio. I bulli lo pestano e chi dovrebbe educare e' stolto come una capra. Insomma,Zombie trasforma il mito carpenteriano dell'ombra della strega in un assassino -nato- coltivato dalla societa' in cui vive ,impossibilitato alla comunicazione e rancorso verso chi non l'ha mai capito o ascoltato- non a caso ad un certo punto Myers smette di parlare,forse perche' e' inutile farlo senza essere compreso -. Dopo una prima parte originale e che segue Myers fino alla sua svolta completamente malefica - grandiosa la sequenza dell'omicido dell'infermiera del carcere -,il film vira verso un andamento piu' classico - anche se il regista si discosta dalla messa in scena di Carpenter - e segue quasi interamente il classico del'78 riportando la narrazione su binari gia' collaudati. Cio' non toglie pero' forza ad un prodotto che per buona meta' resta unico e che anche nella seconda parte,piu' "normale", non perde una goccia di ritmo ne' di cattiveria,grazie anche all'ottima prova degli attori tra cui spicca il grande Malcom McDowell nel ruolo del Dr.Loomis. Omicidi - belli sanguinosi - girati benissimo,fotografia ottima,colonna sonora eccellente e tensione che non scende mai sono gli altri pregi di una pellicola che vola alto ,da vedere senza pregiudizi e che dimostra ancora una volta che e' nato un regista di genere davvero talentuoso e riconoscibile. Cosa non da pochi,vista la penuria di nuovi autori. Finalmente un remake che ,seppur non all'altezza dell'originale , ha un senso non solo "monetario". Federico Frusciante

backstreet70 Film Cinema
backstreet70
6.5

Diventare regista di culto dopo due film non è da tutti, raccogliere sfide rischiose anche. Fino ad oggi di Halloween ne esisteva solo uno: il secondo capitolo era assai brutto e dal terzo in poi si è andati verso una mediocrità tanto dilangante quanto manifesta. Nel primo capitolo di Carpenter (già solo questo basterebbe a far capire che si parla di un capolavoro) Michael era una proiezione delle paure della classe borghese, paura generata dalle sue ipocrisie e dal suo perbenismo, la famiglia era quasi assente nella sua interezza: la figlia del poliziotto era orfana, la famiglia del personaggio di Jamie Lee Curtis non si vede mai e anche quella dei due bambini non è mai presente. Qui invece è proprio dalla famiglia che nasce tutto, il discorso delle origini della follia è più sociale che metaforico ed in questa parte il film gioca le sue carte migliori, quello della famiglia inoltre è sempre stato il tema principale anche nelle due pellicole precedenti, mostrava questa istituzione sia come matrice della violenza sia come vittima della stessa. Qui Zombie si è sbizzarrito a costruire un universo che fino ad ora era sempre e solo stato accennato e mai manifestato, il film si prende i suoi tempi e la costruzione è meticolosa, la psicologia dei personaggi ben studiata e la messa in scena dei luoghi assai ricercata. Nonostante alcuni tagli siano evidenti (si parla di 11 minuti) il ritmo è sostenuto e il lavoro dei direttori della fotografia e montaggio assai buono. Nella seconda parte, quando il film ricalca più fedelmente la storia già narrata da Carpenter le cose cambiano, ci sono delle ottime intuizioni ma l'affresco generale è meno disteso e costretto a muoversi in mezzo a coordinate troppo costringenti. Nella "Casa dei 1000 corpi" il soggetto era sì un remake di "Non aprite quella porta", ma era continuamente "infettato" dai suggestivi innesti di Zombie nella trama, e il finale era poi un gore-splatter assai forte; tutto questo manca qui e anche dal punto di vista formale ci sono un paio di grossi errori: la faccia di uno dei personaggi viene spaccata in due e poi vediamo il corpo per terra con il volto neppure macchiato dal sangue e alcuni fori di proiettili presenti sulla schiena vengono poi a scomparire! Vista la perizia formale e precisa del resto del film possiamo anche supporre che interventi esterni (i produttori?) abbiano messo mano al final-cut! Dispiace, la prima parte ci mostra comunque che Zombie è sempre in forma, il suo prossimo film sarà un cartone animato e vedremo cosa tirerà fuori dal cilindro questa volta! Paolo Iglina

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