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Il mistero della strega di Blair - The blair witch project

Foto Il mistero della strega di Blair - The blair witch project Film, Serial, Recensione, Cinema

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Nell'ottobre del 1994 tre studenti videoamatori scomparvero in un bosco nei pressi di Burkittsville, nel Maryland mentre stavano girando un documentario... Un anno dopo fu ritrovato il loro filmato.

Titolo originale
RegiaDaniel Myrick, Eduardo Sanchez
CastHeather Donahue, Joshua Leonard, Michael C. Williams
GenereDocumentario
Anno1999
Durata86'
ProdUsa
ProduzioneDaniel Myrick, Eduardo Sanchez
DistribuzioneArtisan Entertainment
Sitowebhttp://www.blairwitch.com/

Recensioni (1)

compagno_grimm Film Cinema
compagno_grimm
6

Nel 1999, due giovani cineasti, Daniel Myrick ed Eduardo Sanchez, sparsero la voce di una presunta storia che vedeva tre ragazzi video amatori che, in seguito ad una escursione nei boschi del Maryland alla ricerca di informazioni sulla “leggenda”(?) della strega di Blair, non fecero più ritorno… Un anno dopo fu ritrovato il loro filmato. E’ bastato questo alla pellicola di Myrick e Sanchez per registrare, con la loro opera prima, incassi strabilianti ai botteghini americani (e non solo)? Ovviamente no! Infatti, benché “Blair Witch Project” sia un prodotto superindipendente e realizzato interamente con attrezzatura di modesta qualità, vanta un movimento pubblicitario non indifferente, per cui si è impiegata la maggior parte del budget a disposizione. E’ debito informare chi non abbia ancora avuto modo di vedere il film, che tutto ciò che è riportato nel documentario/horror di Myrick e Sanchez, non è altro che pura finzione, quindi, anche se posso sembrare eccessivamente drastico, vorrei comunque disilludere chiunque pensi di trovarsi di fronte ad una clamorosa “verità su pellicola”. La “genialata”, se si può definire tale, dei due registi, è stata appunto quella di aver saputo trascinare nelle sale milioni e milioni di spettatori, utilizzando una delle armi multimediali più potenti (e dannose) degli ultimi decenni: la pubblicità. Nella pellicola non si vede altro che la fitta boscaglia nel quale vagano, alla ricerca della “fantomatica” strega, i tre ragazzi, i quali riprendono con le loro due telecamere, tutto ciò che possa servire per vendere il loro reportage e fare successo. Ma allora dove sono le creature misteriose ed inquietanti che lo spettatore muore dalla voglia di vedere? O, come dice lo stesso titolo, la vera e propria Strega di Blair? La risposta è molto semplice: di tutte queste cose non vi è alcuna traccia. Il film gioca tutto sull’angoscia, sulla paura psicologica, sulle fobie della natura umana che si presentano quando ci troviamo sperduti nel nulla in balia del freddo, della fama e della ipotetica presenza oscura e maligna che non ci da tregua. Sono da sottolineare alcuni momenti di tensione che riescono a tenere, almeno per qualche istante, col fiato sospeso, ma subito, come dice anche la protagonista femminile Heather Dunahue, si ritorno nuovamente al sicuro sotto la luce del giorno. Leggende metropolitane e racconti del terrore ci narrano che le streghe sono solite a fare, nel cuore della notte, strani e inquietanti mugolii e agghiaccianti risatine, ma anche di ciò, assolutamente nulla, e a questo punto, c’è da chiedersi: è davvero questo che il pubblico cercava (e voleva) da “Blair Witch Project”? Resta un enigma, ma sicuramente la paura non visiva ma introspettiva che il film di Myrick e Sanchez riesce a trasmettere, seppur in poche occasioni, è la vera carta vincente che ha portato al successo i due giovani registi, che si sono aggiudicati anche il Premio Giovani al Festival di Cannes del ’99 come miglior film straniero. Nella maggior parte dei casi, la “legge del successo” vuole che, se un film riscuote un determinato e notevole successo, venga fatto immediatamente un seguito, e anche in questa occasione, così è stato; infatti, un anno più tardi, è stato realizzato il sequel intitolato “Il libro segreto delle streghe” diretto da Joe Berlinger. In sintesi, “Blair Witch Project” non è senz’altro da annoverare tra i più eclatanti horror sfornati negli ultimi periodi cinematografici, ma il tentativo è apprezzabile. Francesco Manca

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