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La casa dei 1000 corpi

Foto La casa dei 1000 corpi  Film, Serial, Recensione, Cinema

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Jerry, Bill, Mary e Denise durante un tour dei luoghi meno convenzionali d'America, si imbattono nel capitano Spaulding che gli narra la leggenda del Dottor Satana. Decisi a trovare l'albero su cui è stato impiccato questo strano personaggio, lungo la strada si imbattono in Baby Firefly, una ragazza rimasta in panne con la sua auto, che per ringraziarli del passaggio li invita a casa sua. Le due coppie fanno così la conoscenza della bizzarra famiglia Firefly, un clan di assassini dediti alla pratica del cannibalismo e di riti satanici e dovranno riuscire a sopravvivere nella 'casa dei 1000 corpi'...

Titolo originale
RegiaRob Zombie
CastSid Haig, Bill Moseley, Sheri Moon, Karen Black, Chris Hardwick, Erine Daniels, Jennifer Jostyn
GenereHorror
Anno2003
Durata88 '
ProdU.S.A.
ProduzioneLionsgate
Distribuzione
Sitoweb

Recensioni (2)

Superficie 213 Film Cinema
Superficie 213
8

Ero curiosissimo di vedere questa opera prima del musicista Rob Zombie che dimostra vero talento nella regia. Questo bel film e' la cosa piu' vicina al cinema "sporco" horror degli inizi dei'70 che la mia memoria ricordi da almeno una decina d'anni a questa parte. L'inizio e' folgorante,con luci fortissime e coloratissime che si fondono con la violenza che sullo schermo assume quasi il senso perverso di uno sberleffo alla spettatore che abituato - ed anestetizzato - da filmetti innocui si becca subito il clown piu' cattivo della storia. La trama e' semplice,due coppie si perdono attraverso le strade "campagnole" dell'America cajun - e qui i rimandi a NON APRIRE QUELLA PORTA sono piu' che dichiarati- rimamnendo vittime di una famiglia di cannibali. La messa in scena e' curatissima e davvero originale ed alcune scene rimarrano impresse nello spettatore per un bel po' di tempo - l'omicidio dei poliziotti e del padre di una delle vittime ,il bellissimo e cupissimo finale,tutte le sequenze nel tunnell dell'orrore -. Molto bravi gli attori - tra cui la bellissima e spogliatissima moglie di Zombie- ,notevole la fotografia che spazia dai film di sci-fi anni '60 fino alla pop art ed anche all'uso estetico alla Bava di Italiana memoria. Bello il personaggio del Dr.Satana e notevole davvero la voglia di non inventare troppo e di omaggiare con astuzia e molta fantasia miriadi di horror movies,che devono aver fatto impazzire il giovane Zombie. Insomma ,in conclusione una pellicola stramba,che deludera' i molti che si aspettano un filmetto slasher alla The Pool,ma che deliziera' chi come il sottoscritto pensa che l'horror e' migliore di serie b e che non si debbano avere grossi nomi per richiamre il pubblico,infatti la non notorieta' degli attori e' davvero un aiuto per lo spettatore per immedesimarsi e credere a cio' che la storia racconta. Quindi complimentoni a Zombie ed alla produzione che finalmente ci mostra che l'horror americano ci puo' riservare ancora qualche sorpresa positiva. Federico Frusciante

backstreet70 Film Cinema
backstreet70
7.5

Red Zombie ha ironicamente affermato che aveva fatto un film senza "ricopiare" il must "Non aprite quella porta" e non c'era riuscito. Infatti il film è proprio un remake in cui solo l'inizio e la fine se ne discostano ma il prodotto non ne risente. Grazie ad una fotografia apparentemente anarchica e ad un montaggio schizzofrenico Zombie è riuscito ad immettere nel suo primo lavoro cinematografico schegge impazzite di satira assai pungenti, alla fine il messaggio è lo stesso di Hooper ma modernizzato, là avevamo un' America allo sbando in cui il post Nixon sporcava la bandiera di sangue e i valori dell'"american way of life" venivano visualizzati in famiglie che praticavano il cannibalismo puro; qui andiamo ancora più avanti: una metafora ancora più estrema dell'America che vota Bush jr. e che nasconde le sue perversioni sanguinolente dietro i valori ormai marci della stars and stripes. Nonostante nel finale si punti eccessivamente sul gore e il film esca un pochino dai binari il resto è assai ben controllato da Zombie che speriamo di ritrovare presto dietro la macchina da presa. Non è certo un capolavoro e forse non sarà ricordato ma è grazie a film come questo che i b-movie horror rivendicano tutta la loro importanza e il loro "fascino". Paolo Iglina

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