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La fabbrica di cioccolato

Foto La fabbrica di cioccolato Film, Serial, Recensione, Cinema

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Charlie Bucket, proviene da una famiglia povera, e spende la maggior parte del suo tempo a sognare la cioccolata che adora, ma che di rado può permettersela. La sua vita cambia quando Willy Wonka, proprietario di una famosissima fabbrica di cioccolato, mette in palio cinque biglietti, nascosti in cinque barrette di cioccolato. I bambini che troveranno uno di questi biglietti potranno fare un tour nella fantastica fabbrica di cioccolato. Charlie trova miracolosamente un biglietto vincente...

Titolo originale
RegiaTim Burton
CastJohnny Depp, Freddie Highmore, David Kelly, Christopher Lee, Deep Roy, Helena Bonham Carter, Noah Taylor, Philip Wiegratz, Franziska Troegner, AnnaSophia Robb, Missi Pyle, Julia Winter, James Fox, Jordan , Fry, Adam Godley, Blair Dunlop, Liz Smith, Eileen Essell, David Morris
GenereCommedia
Anno2005
Durata106' / 23 Settembre 2005
ProdU.S.A., Gran Bretagna
ProduzioneWarner Bros., Village Roadshow Pictures, The Zanuck Company, Plan B Entertainment
DistribuzioneWarner Bros
Sitowebchocolatefactorymovie.warnerbros.com

Recensioni (2)

Superficie 213 Film Cinema
Superficie 213
8

Un film morale,bellissimo,visivamente perfetto con in piu' un bel po' di follia che lo rende imperdibile. Burton gira questo remake piegando la storia del racconto di Roal Dahl e riadattandolo alla sua personalissima visione artistica del cinema e delle sue possibilita' evocative. Prendendo a piene mai dall'espressionismo pittorico,spruzzando tutto con un gusto pop alla Mario Bava ed inserendo dei flashback di Wonka da bambino - che colpiscono nel segno senza danneggiare assolutamente ne' il ritmo ne' tantomeno la solida base narrativa - ,il regista crea un mondo affascinante ,dove - come al solito nella sua poetica dark - gli emarginati sono una salvezza e dove chi cerca piu'di quello che la vita in se offre - che sia esasperazione del successo,dei soldi,dell'indifferenza - resta un qualcosa da mutare e non riadattare per poter cosi' essere ancora una volta "freak". Nonostante il mio odio verso le "canzoncine" inserite nei film ,qui come per magia anche loro funzionano benissimo - anche se non andavano assolutamente doppiate... - e sono perfettamente inserite nel contesto. Anche Depp offre una gran prova,senza eccessi e incredibilmente nevrotica e spiritosa. Tutto gira a dovere in questa pellicola,dalle musiche di Elfman fino alle meravigliose scenografie di Alex McDowell, e le trovate nerissime dell'eliminazione dei vari bambini sono perfettamente cupe e senza mezze misure. Menzione anche per il bravissimo Roy,che interpreta tutti i piccoli operai della fabbrica,dallo psicanalista alla segretaria. In conclusione un film da vedere e rivedere ,pieno di citazioni - si va da 2001 a Edward fino a Diabolik... - e con una vita cinematografica rarissima. Federico Frusciante Grande Burton,che si mantenga cosi' per sempre.

Michael Vronsky Film Cinema
Michael Vronsky
7.5

Il misterioso e introverso Willy Wonka, ritiratosi anni addietro a vita privata, decide un giorno di riaprire i cancelli della sua mastodontica Fabbrica di cioccolato, dando l’opportunità d'entrare ai cinque fortunati bambini che troveranno il prezioso “biglietto d’oro” all’interno d’una delle tavolette. Il film di Tim Burton è dolce amaro come un pezzo di cioccolata fondente. E’ un variegato di gusti, piacevoli e contrastanti. In un’imprecisata cittadina palesemente Dickensiana, solo una volta all’anno il piccolo Charlie si può permettere d’assaporare una tavoletta di cioccolata, che abitualmente divide con i genitori e nonni che convivono con lui in una casetta decrepita e inclinata come la Torre di Pisa. E’ solo, non ha amici. Sua madre si occupa delle faccende domestiche mentre suo padre ha appena perso il lavoro. Il destino ha riservato lui una gradevole e inaspettata sorpresa: mentre sta per scartare la cioccolata, s’imbatte nel prezioso biglietto che gli permetterà d’entrare nella fantomatica Fabbrica di Willy Wonka. Tutti rimangono increduli. Suo nonno, che parecchi anni fa fu licenziato da lì quando chiuse, s’offre d’accompagnarlo. Ricco di straordinari effetti visivi , per una volta tanto non disturbanti alla visione, Tim Burton ci conduce in un mondo immaginario, un universo fiabesco e onirico. Una Fabbrica dove tutto, ma proprio tutto, è commestibile: un posto dove gli scoiattoli sono i principali addetti a sgusciare noci, dove degli pseudo nani lavoratori dal buffo nome “Umpa-Lumpa” ogni presenti e disciplinati, ci gustano con i loro balletti ottimamente coreografati. Ma il padrone assoluto è lui, l’irresistibile Johnny Depp, perfettamente calato nei panni del cinico Willy Wonka, emblematico personaggio in bilico tra crudeltà e Sindrome di Peter Pan, un uomo a cui il suo enorme cappotto non può coprire anche il suo profondo senso di malinconica solitudine che trapela a ogni suo sguardo e soprattutto durante i ripetitivi flashback riguardanti la sua infanzia. Il tormentato rapporto con l’autoritario padre, che gli negò i suoi più amati vizi, infliggendogli un dolore che lo portò a scappare di casa: mancanza d’una figura paterna tuttora rintracciabile. Insopportabili e antipatici, viziati all’inverosimile dai loro affaristi genitori, i bambini sono uno peggio dell’altro: un essere repellente che si nutre di sola cioccolata, una lord inglese smorfiosa e arrogante, un’ odioso hacker informatico, una campionessa mondiale di masticazione gomme. Creature corrotte dall’irrefrenabile piaga del consumismo, anime ingorde private del principio più fondamentale: l’umiltà. Charlie invece lo è. Il più semplice. Un bambino per la quale il calore della famiglia che lo circonda è il regalo più bello che possa ricevere a cui per nulla al mondo rinuncerebbe. A differenza di Willy Wonka che non ha famiglia. O almeno così crede lui. Quella terribile lacuna in realtà, sotto quell’aria apparentemente menefreghista, vuole colmarla eccome. Colorato e vivace,carico d’una forte visionarietà e impreziosito da eloquenti richiami cinematografici che rievocano capolavori come "2001- Odissea nello Spazio" e "Psyco", “La Fabbrica di cioccolato” è un susseguirsi di emozioni continue, meraviglie e inaspettati colpi di scena. Conciliatorio ma per nulla sdolcinato, il film di Tim Burton ci mostra come nel mondo attuale, contaminato dalle malvagità dell’ uomo, nonostante tutto si possa ancora raggiungere la serenità attraverso un abbraccio puro e innocente che soltanto chi veramente merita può dare.Marco Sorrentino

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