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La pianista

Foto  La pianista Film, Serial, Recensione, Cinema

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Erika Kohut è una brillante insegnante di pianoforte presso il conservatorio di Vienna. Anche se ha ormai passato i quarant'anni, ella continua a vivere in un appartamento con l'anziana e possessiva madre. Dietro il suo atteggiamento rigido e impeccabile si nasconde in realtà una donna sessualmente repressa, tormentata da perversioni sadomasochistiche e voyeuristiche.

Titolo originaleLa pianiste
RegiaMichael Haneke
CastIsabelle Huppert, Annie Girardot, Benoît Magimel, Susanne Lothar
GenereDrammatico
Anno2001
Durata131 min
Prod
Produzione Les Films Alain Sarde, MK2 Productions, Wega Film, arte France Cinéma
DistribuzioneBim
Sitoweb

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Recensioni (1)

Barbara Film Cinema
Barbara
9.5

Michael Haneke regala al pubblico la sua opera migliore "La pianista", tratto dall'omonio romanzo di E. Jelinek. Presentato al 54° Festival di Cannes, vince il premio del Grand Prix Speciale della Giuria, il premio per la miglior interpretazione femminile e il premio per la miglior interpretazione maschile. La pianista è un capolavoro di iper-realismo, che con estrema eleganza riesce ad indagare e mettere in luce i meandri più oscuri della psiche umana. Ed è la sessualità più perversa, con la sua esplosiva libido, quel getto pulsionale che Haneke ha deciso di raccontare, senza mai cadere nel fin troppo semplice banalismo e volgarità. Quello che l'opera rimanda è una lucida trasposizione del piacere che si cela dietro il dolore, della mortificazione della carne e dello spirito, nel gusto sottile e ambivalente del sottomettere ed essere sottomessi. Non c'è spazio nell'opera per i "buoni" o per i "cattivi", si tratta di umani che vivono le loro esistenze in realtà parallele, dove una borghese "normalità" finisce per scontarsi inevitabilmente con il proprio essere e il proprio destino. Il finale, come tutto il film, non può che cogliere lo spettatore impreparato rispetto a ciò che sta assistendo. Ciò che Haneke crea non è solo "tensione" ma connessione emotiva, con quelle povere e  "perverse" anime erranti.

Barbara Pappalardo

 

 

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