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Lascia perdere, Johnny!

Foto  Lascia perdere, Johnny! 		  Film, Serial, Recensione, Cinema

Caserta, seconda metà degli anni '70. Il maestro d'orchestra - nonché bidello - Domenico Falasco, è autore di una singolare teoria che confida con sapienza a uno dei suoi giovani più promettenti, il diciottenne Faustino, in attesa di un contratto di lavoro per evitare la chiamata di leva. Più che teoria, in realtà, si tratta di un bizzarro consiglio: far valere il proprio talento e accettare solo "serate" nei luoghi di mare, perché è là che vanno davvero i bravi musicisti. Il giovane Faustino, però, continua a essere il tuttofare di Raffaele Niro, un impresario poco affidabile che un giorno torna nella sua Caserta con un ingaggio davvero straordinario: il famoso maestro Augusto Riverberi, eccezionale pianista ed ex amante di Ornella Vanoni, arriverà in città per esibirsi con la sua "piccola orchestra" di trenta elementi. Per il giovane talento, orfano di padre, è il momento di far sul serio.(Trama ufficiale)

Titolo originale
RegiaFabrizio Bentivoglio
CastAntimo Merolillo, Ernesto Mahieux, Lina Sastri, Roberto De Francesco, Luigi Montini
GenereDrammatico
Anno2007
Durata104 '
ProdItalia
ProduzioneFandango
DistribuzioneMedusa
Sitoweb

Recensioni (1)

Superficie 213 Film Cinema
Superficie 213
7

Anche il noto attore Fabrizio Bentivoglio esordisce alla regia ,grazie alla produzione della Fandango, con questo LASCIA PERDERE JOHNNY!,un film interessante e che merita una visione. Bentivoglio gira una storia ambientata a Caserta nella meta' dei '70 e lo fa con gusto e senza scadere in "muccinate" o eccessi di autoreferenzialita' - che un po' comunque affiora.. -,scegliendo come protagonista un personaggio davvero ben sfaccettato,con un grande talento nel suonare ma anche cosi' "provinciale da - far - credere in tutto.Un personaggio che si non lascia portare via dal mare dell'illusione del successo,circondato come'e da poveri cristi ,come il maestro-bidello interpretato alla grande da un sempre ottimo Servillo ,come gli orschestrali del paese al completo e come il manager inttrallazztore. Bentivoglio non si allinea - troppo - al cinema nostrano fatto di voci off e buonismo sfrenato,tentando la carta del dramma tinto di nero. Anche perche' la narrazione parte in modo poco spinto e molto convenzionale,ma va lentamente a trasformarsi a crescere per divenire in tutta la seconda parte davvero ottima. Bentivoglio si ritaglia la parte del "noto" direttore d'orchestra Augusto Riverberi senza mangiare la scena a nessuno ,neanche ad una bellssima Valeria Golino - che qui recita sufficientemente convinta e posata -. Anche a livello tecnico il film funziona,la fotografia di Bigazzi e' bella,il montaggio ddona i giusti tempi all'insieme e la colonna sonora e' perfetta per l'occasione. In conclusione un film riflessivo,che sta dalla parte dei perdenti,dei "folli" che dimostrano un'anima ben piu' "calda" dei vari dirigenti delle tv o di manager senza scrupoli che farebbero di tutto per avere ancor piu'' soldi e potere. Di sicuro un film con dei difetti,che pero' resta da vedere per molti aspetti positivi che si nasconsono sotto le spoglie del un classico film "Fandango". Federico Frusciante

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