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Le Pistole Non Discutono

Foto Le Pistole Non Discutono Film, Serial, Recensione, Cinema

Lo Sceriffo Pat Garrett deve fare il suo dovere anche nel giorno del suo matrimonio. Deve arrestare due rapinatori di banche, tra cui un certo Billy...

Titolo originale
RegiaMario Caiano
CastRod Cameron, Horst Frank, Mimmo Palmara
GenereSpaghetti Western
Anno1964
Durata92 min./22 ottobre 1964
ProdItalia-Spagna
ProduzioneJolly Films
DistribuzioneCostantin Films
Sitoweb

Recensioni (1)

scapigliato Film Cinema
scapigliato
10

Con il "pugno di dollari" di avanzo di questo film si produsse il capolavoro di Sergio Leone. Il resto è storia. Però non dobbiamo lasciarci guidare ciecamente dal cuore e considerare solo il film di Leone e non ciò che viene prima. Questa pellicola di Mario Caiano, in seguito celebrato regista spaghetti, è un grande western solido, ispirato chiaramente al canone classico, e senza nessuna vera e propria innovazione all'italiana, ma pur sempre un grande film. Ispirandosi ai due leggendari volti della frontiera, Pat Garrett e Billy the Kid, Caiano tesse il suo racconto intorno ai principali motivi del western classico americano attraversando tutti i luoghi simbolo del racconto western. Avremo così la rapina alla banca, la cattura dei due rapinatori, lo scontro tra lo sceriffo e il bandito, l'arrivo della cavalleria e la formazione di una famiglia: niente di più maledettamente americano. Le varie tappe del racconto sono tra le più esemplari e suggestive. Dopo la rapina inizia la vera avventura, e avremo così in fila: inseguimento nella prateria/pietraia, scontro tra le rovine, la posada del buen retiro, il deserto da attraversare, la città fantasma in cui sostare, e infine il ranch in cui farsi curare e sfamare. Il film di Caiano adotta un registro solido, con battute dai toni tipicamente americani, con personaggi estratti dall'immaginario classico come il Kid, lo stoico sceriffo, la fattrice coraggiosa, il bandito buono, il messicanaccio (questo a dir la verità molto più eurowestern che altro). Sono tutti personaggi nati dalla leggendarietà di un luogo sì fisico e preciso, ma anche mitico in cui tutti possono legiferare il sogno. Caiano prende proprio quegli uomini e li usa come immagini tutte d'un pezzo per il proprio bellissimo racconto. Sono figure mitiche, perfettamente nel proprio ruolo, aiutate dai rispettivi interpreti: Rod Cameron, il biondo Horst Frank e il messicanaccio Mimmo Palmara. Certo, un film classico, ma non retorico. Perde punti verso il finale con quel odioso bambino che non vede l'ora di sparare e il successivo "arrivano i nostri" con tanto di costituzione di famiglia come chiosa finale. Fortuna che poi è arrivato Sergio Leone... Mauro Fradegradi

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