Schede Film: 3309 | Schede Serial: 0 | Recensioni: 2373 | Iscritti: 34

Munich

Foto Munich Film, Serial, Recensione, Cinema

Fotogallery



Ambientato nei giorni successivi al massacro di undici atleti israeliani avvenuto durante le Olimpiadi di Monaco del 1972. Munich racconta la drammatica storia della squadra dei servizi segreti israeliani a cui venne affidato il compito di rintracciare e uccidere gli undici palestinesi che si riteneva avessero progettato la strage di Monaco.

Titolo originale
RegiaSteven Spielberg
CastEric Bana, Daniel Craig, Geoffrey Rush, Mathieu Kassovitz, Hanns Zischler, Ciarán Hinds
GenereDrammatico
Anno2005
Durata160', 27 gennaio 2006 (cinema)
ProdU.S.A.
ProduzioneKathleen Kennedy, Barry Mendel, Steven Spielberg, Colin Wilson
DistribuzioneUIP
Sitowebwww.munichmovie.com

Recensioni (2)

Superficie 213 Film Cinema
Superficie 213
8.5

Grande pellicola. Spielberg stavolta centra il bersaglio in modo preciso e senza nessuna sbavatura visto che questo film e' bellissimo,intriso di un pacifismo sentito,non buonista,mai mieloso ed e' girato in modo sublime. Emozionanate viaggio che il mago di Hollywood mette in scena con un rigore ed una cura talmente alta che sembra di essere tornati ai tempi d'oro della rinascita del cinema americano avvenuta nei magici anni settanta. Un film che parla di noi,della nostra societa' e lo fa con consapevolezza del mezzo,usando uno stile asciutto,da spymovie che lascia sempre col fiato sospeso e che crea un'atmosfera incredibile e davvero tesa. Ottimi tutti gli attori che dimostrano una capacita' enorme nel non andare mai sopra le righe e che regalano prove ottime. Svetta in special modo Eric Bana che qui dimostra un talento che non gli credevo possibile,ma rimane impresso anche il nuovo Bond - Craig - che ha due occhi davvero di ghiaccio e che usa la sua espressivita' senza mai eccedere in cadute e scivoloni da macchietta. Sceneggiatura ottima,senza nessun calo,che ci mette davanti ad un confronto mai manicheo tra il bene ed il male,tra la guerra e la pace - o la guerra sempre presente anche in cosiddetto tempo di pace... - non definendo chi fa parte di una o l'altra faccia della stessa medaglia. Spielberg poi gira come non faceva da treant'anni,non usa effettoni od un montaggio frenetico,cerca solo di mostrare cio' che la vendetta e' capace di creare: scontri sempre piu' sanguinari,capi sempre piu' tirannici e morti a non finire. Finale da brivido con Bana che chiede a Rush - altra grande interpetazione per il bravo attore australiano... - di vedere le prove - mi ricorda qualcosa...tipo l'Iraq?.. - che gli uomini da lui uccisi fossero davvero dei terrorisiti e non ricevendo risposta dall'ufficiale del MOSSAD capisce che il mondo non e' quello in cui lui crede(va). Gli ideali sono morti,conta il potere,la forza bruta e la cattiveria. L'ultima, bellissima , iquadratura su New York sfiora il sublime. Col tempo questa pellicola diventera' ancora piu' bella...ne sono certo. Federico Frusciante

Michael Vronsky Film Cinema
Michael Vronsky
8.5

Monaco, 1972. Durante le Olimpiadi, un gruppo di palestinesi appartenenti alla rete terroristica “Settembre Nero” si introduce all’interno delle abitazioni israeliane sequestrando undici atleti: due verranno uccisi subito, gli altri perderanno la vita in seguito. All’indomani del tragico avvenimento, il premier israeliano Golda Meir prepara la contromossa, ordinando al Mossad (i servizi segreti) di uccidere ad uno ad uno i mandanti dell’attentato. Verrà quindi composta una squadra di cinque uomini, con un obbiettivo preciso. La storia narrata in Munich è stata dimenticata. Volutamente o no . Tuttora gli ebrei negano le loro azioni, affermando che la loro rivendicazione successiva all’ attentato è stata di bombardare i campi palestinesi. E basta. Al di là del fattore ufficioso o ufficiale, Munich rappresenta un tassello fondamentale nella carriera spielberghiana. Quest’ultimo film infatti si posiziona meritatamente tra le sue opere migliori mai realizzate. Una standing ovation a questo strepitoso cineasta, che con grandissima esperienza riesce con naturale disinvoltura a scavalcare i generi, passando dal cinema commerciale d’intrattenimento, a quello nettamente più impegnato. Munich è la definitiva prova del nove che conferisce a Spielberg l’aureola di Autore con la “A” maiuscola. L’attentato alle olimpiadi del 1972 fu in assoluto il primo caso nella storia in cui la tv ebbe un ruolo determinante. I terroristi utilizzarono il mezzo televisivo come strumento propagandistico, e il mondo intero seguì “in diretta” lo svolgersi degli eventi. Nei primi intensi e spasmodici minuti Spielberg mostra immagini autentiche di repertorio (in cui compare il conduttore Jim McKay che annuncia e smentisce al tempo stesso le notizie) alternando impeccabili ricostruzioni cinematografiche. Sullo sfondo le reazioni israeliane e palestinesi, evidenziando fin da subito una notevole imparzialità di racconto. Gli uomini assoldati per uccidere sono tutto fuorché assassini. Diversissimi tra loro tranne per la stessa religione che li accomuna, Steve, Carl, Robert e Hans, sono individui apparentemente comuni, costantemente in viaggio per un Europa inquieta e poliedrica, capitanati dall’israeliano Avner, futuro padre e marito affettuoso, interpretato da un eccezionale Eric Bana, misurato e convincente, che ricalca con straordinaria bravura il ruolo del perfetto “ordinary man”, conquistato dalla causa ma divorato dal dubbio. In Munich la missione assegnata fa esattamente da contraltare a quella che contraddistingueva Salvate il soldato Ryan: laddove l’incarico era di preservare una vita, qua è di ucciderla. E’ sottilissima la linea che separa la giustizia dalla vendetta, la contaminazione di un universo che si nutre ineluttabilmente di violenza, in virtù di un incivile detto che rende occhio per occhio e dente per dente. Violenza nella quale precipitano i personaggi, inesorabilmente scagliati in un vortice senza fine. Film morale e riflessivo, disilluso e polemico, fortemente pacifista, Munich è un ottimo esempio di thriller d’avanguardia con dense introspezioni psicologiche. Spielberg dona umanità a tutti, buoni o cattivi, senza fare distinzioni. Espone alla perfezione le attualissime problematiche ebreo / palestinesi, ponendo da un lato l’animalesco istinto di ritorcere il male contro, da parte di chi è stato colpito nel cuore, dall’altro invece c’è il disorientamento di un popolo senza patria, pericoloso sì, ma enormemente vulnerabile. Entrambe le contrapposte frazioni combattono comunque per un sacrosanto ideale. Mostrando un' obbiettività non indifferente, Spielberg dirige con classe un film complesso e scomodo: magistrali le scene d’azione, scandite da un ritmo serrato, in particolar modo la sequenza iniziale dell’irruzione nel villaggio olimpico,paradossalmente coadiuvata da ignari atleti di passaggio in cui i ragazzi si abbracciano fraternamente in cerchio prima di entrare con veemenza nelle camere degli atleti. Sequenze scioccanti quelle dell’attentato, che (ri)vivono perennemente in Avner, il quale accondiscendendo la “giusta causa” è ora tormentato e paranoico, rischiando di passare da “predatore” a “preda”, in un crescendo esasperato di violenza che non auspica mai in una reale soluzione ma anzi ne peggiore drasticamente gli effetti. Grande Spielberg, che abilmente proietta un episodio del passato all’interno di un contesto del presente, sempre più apocalittico e incerto. Ovvi riferimenti quindi ad un logorato mondo post undici settembre, che agisce con reazionarismo, infischiandosene di coloro che invocano la giustizia, cercando ingenuamente “prove” che forse non sono mai esistite. Il fine giustifica sempre i mezzi ed è visibile la difficoltà di essere degni di spezzare il pane insieme, riuniti ad un tavolo. La famiglia intesa come Casa rischia fatalmente di trasformarsi in utopia, così come i valori spirituali dell’uomo. Tutti giocatori e doppiogiochisti: emblematica la rappresentazione della famiglia francese che reincarna pienamente tutta l’ambiguità di un’ epoca, così dannatamente simile a quella attuale. Nell’unica intervista concessa alla stampa ( al “Time” per l’esattezza) Spielberg dichiara: “ IL FILM NON VUOLE FORMENTARE L’ODIO, MA ANZI E’ PIUTTOSTO UNA PREGHIERA PER LA PACE IN MEDIO ORIENTE. I PEGGIORI NEMICI SONO L’INTOLLERANZA E L’INSOFFERENZA AL DIALOGO”. Munich si avvale di un copione perfetto, scritto da Eric Roth in collaborazione con Tony Kushner, e la presenza dello sceneggiatore del meraviglioso Angels in America si avverte eccome. Bravissimi gli attori, il già citato Erica Bana su tutti, ma lodevoli anche le interpretazioni di Daniel Craig e Goeffrey Rush, quest’ultimo in un ruolo solo apparentemente secondario. Splendida la colonna sonora di John Williams, che contribuisce a dare maggiormente un senso di pathos all'intera visione. Emozionante la scena finale,con le Torri Gemelle che svettano imponenti, simbolo assoluto dell’egemonia dominante, destinato a infrangersi come tutti sappiamo in quell’infausto martedì di settembre.Marco Sorrentino

Commenti (0)

Nessun commento

Vota questo FILM

"GRAN BEL FILM"

Gradimento

Media

8.5

Votanti

2

Per votare devi accedere nel KavusClub!

FILM IN EVIDENZA


HORROR ZONE

a cura di Federico Frusciante
Clicca qui per entrare nella sezione HorrorZone

CLASSIFICA TOP

I 3 migliori film di sempre secondo il KavusClub
Clicca qui per la classifica generale

CLASSIFICA FLOP

I 3 peggiori film di sempre secondo il KavusClub
Clicca qui per la classifica generale