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Nymph()maniac(Volume I)

Foto Nymph()maniac(Volume I) Film, Serial, Recensione, Cinema

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Nymphomaniac è la storia poetica e folle di Joe (Charlotte Gainsbourg), una ninfomane, come lei stessa si autoproclama, raccontata attraverso la sua voce, dalla nascita fino all'età di 50 anni. Una fredda sera d'inverno il vecchio e affascinante scapolo, Seligman (Stellan Skarsgård), trova Joe in un vicolo dopo che è stata picchiata. La porta a casa dove cura le sue ferite e le chiede di raccontargli la sua storia. L'ascolta assorto mentre lei narra, nel corso dei successivi 8 capitoli, la storia della sua vita, piena di incontri e di avvenimenti.

Titolo originaleNymphomaniac (Volume I)
RegiaLars von Trier
CastCharlotte Gainsbourg, Stacy Martin, Stellan Skarsgård, Shia LaBeouf.
GenereErotico
Anno2014
Durata110 minuti
ProdDanimarca
ProduzioneZentropa Entertainments, Heimatfilm
DistribuzioneGood Films
Sitowebhttp://www.nymphomaniacilfilm.it/

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Recensioni (1)

Barbara Film Cinema
Barbara
10

Von Trier non tradisce le aspettative dei sui fedelissimi fan, fa di più ne crea altre. Sconcertante, claustrofobico, morale, veritiero, angosciante, deprimente, per certi versi ironico. Von Trier si mette a nudo e ci mette a nudo per l'ennesima volta. La sua Ninfa Joe è la rappresentazione (tra le rappresentazioni possibili) del femminile, donna che per sua natura è capricciosa e "altro", Joe è il fallo per antonomasia. Lars si spinge oltre in questa opera, unisce con maestria di “metafore” la mitologia, l'arte, la filosofia, la psicoanalisi e la religione, in vortice libidinoso di immagini, musiche e dialoghi che rasentano la perfezione narrativa. Chi è Von Trier? gioca con noi mostrandosi in Joe (la ninfomane) o è la voce narrante rappresentata dall' uomo, Selligan che salva Joe la ninfa in un puro atto di amore verso l'Altro? Von Trier ci spia nei mostri meandri oscuri, fa emergere ciò che per sua natura è rilegato nel nostro inconscio. Ninfa eterea Joe, che mostra il godimento “d'organo” in una donna, niente di più scandaloso. Non più la donna mutilata, castrata per natura, ma una donna che gode come un uomo, il cui godimento è viscerale, finito, carne alla carne. Lars ha superato uno dei tabù onnipresente ancora oggi nell’arte cinematografica: il sesso, l'organo, la penetrazione, la sua opera non è altro che un tributo di peni e della “dea” vagina, in tutto il loro decadimento o rigogliosità. Non è pornografia è arte.  La vera forza di Von Trier, è quello di mettersi a nudo nelle sue opere, senza vergogna, senza falsi pudori. Un Von Trier cosi vero/vivo da poter percepire il suo dolore, le sue paure, le sue manie (è noto, come da lui spesso dichiarato di soffrire di depressione). Questo è il primo volume, la risoluzione dell’enigma avverrà nel secondo e ultimo atto: Capitolo II. Il cinema ha bisogno di Lars come noi donne Ninfe abbiamo bisogno di un significante che ci rappresenti. Lars ci ha donato la "falla" (fallo), grazie Maestro. A proposito di S. Freud: “Un momento topico nella via alla femminilità è per Freud l’istante di vedere: a un certo momento della sua vita la bambina, che fino a li “è un ometto”, scorge il genitale maschile e per differenza scopre sul corpo proprio la mancanza del pene. In questo momento qualcosa di irreversibile si compie.”

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