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Shrooms - Trip senza ritorno

Foto Shrooms - Trip senza ritorno Film, Serial, Recensione, Cinema

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Un gruppo di giovani americani è in vacanza nei boschi irlandesi. Durante una scampagnata si dedicano alla ricerca e all'ingestione di funghi ritenuti allucinogeni. Qualcuno starà male, altri avranno qualche suggestione, mentre forse un maniaco si aggira tra i boschi e il gruppo si comincia ad assottigliare.

Titolo originale
RegiaPaddy Breathnach
CastLindsey Haun, Jack Huston, Max Kasch, Maya Hazen, Alice Greczyn, Don Wycherley, Sean McGinley, Robert Hoffman
GenereHorror
Anno2007
Durata86' / 22 Agosto 2008
ProdIrlanda
ProduzioneCapitol Films, Ingenious Film Partners, Nepenthe Film, Potboiler Productions
DistribuzioneMoviemax
Sitowebhttp://www.shroomsthemovie.com/

Recensioni (3)

carmilla Film Cinema
carmilla
4

Di giovani in cerca di emozioni proibite sono pieni gli slasher estivi. E se un tempo il sesso era il motore e, come tutti sanno, morivano solo quelli che ci si dedicavano, adesso i funghi allucinogeni di cui, secondo qualche avventato sceneggiatore, sono pieni i boschi irlandesi, sono la causa del prematuro decesso dei giovani, ingenui protagonisti. Se in Reeker i poveretti venivano risucchiati qua e là, senza un motivo apparentemente sensato, qua vengono fatti a pezzi da qualcuno che evidentemente ritiene che i funghi allucinogeni siano il male. La morale sottesa è quella solita dei film horror, mentre le ragazze armate di accetta vengono dall'ultima release del genere, che ci regala donne pesantemente armate che inseguono i cattivi e li colpiscono senza troppi complimenti. La scampagnata si trasforma presto in qualcosa di diverso. Intanto perchè Tara ingerisce un fungo, sta male e dopo un pò i suoi amici si dedicano al predicozzo solitamente regno incontrastato di genitori ansiosi. Quindi a questo punto è già chiaro a chiunque che questo film non è Porky's e che qua non si divertirà nessuno. Se un fungo ingerito un pò a caso non avvelena l'incauto mangiatore è già tanto, in verità, ma qua addirittura scatena allucinazioni di quelle cattive. La paranoia è dietro l'angolo mentre lo spettatore se la deve vedere con un nemico assai più insidioso dei funghi e degli psicopatici: lo sbadiglio. Da subito ci si rende conto che di sangue ce ne sarà poco, e quindi chi voleva uno slasher resterà deluso. E dopo meno di un'ora è già chiaro che la direzione della sceneggiatura è un pò obliqua. Se non proprio indefinita. La mancanza di carattere è forse il difetto più evidente di questo film che comincia come un normale slasher estivo. Prosegue poi lanciando ammonimenti a caso contro l'uso sconsiderato delle droghe allucinogene, che adesso non usa più nessuno, per la verità. E finisce come la copia conforme di un precedente sopravvalutatissimo film di qualche anno fa, di cui non cito il nome per non rovinare la sorpresa finale, facilmente intuibile da un certo punto in poi. La fotografia in realtà non è male, e sola regge due o tre minuti di tensione, che però scivolano via in una regia blanda e priva di originalità. I giovani braccati nella suggestiva cornice del bosco, sembrano parenti tossici di quelli di The Blair Witch Project, mentre gli incappucciati che li inseguono, e gli abitatori del bosco, sono un ibrido che deve sia ai fantasmi giapponesi, che ai vecchi e sempre efficaci antropofagi di Non Aprite quella porta. Solitamente d'estate la gente va al cinema soprattutto per sfuggire al caldo e chiede in genere storie semplici di ammazzamenti e thriller con un colpo di scena finale convincente. In questo caso forse l'unico brivido lo proveranno quelli che in vacanza non ci sono potuti andare, al pensiero che l'ennesimo gruppetto di americani scemi si è fatto fregare dalle agenzie di viaggio, che ultimamente offrono vacanze di tutti i generi. Solo a tirare a caso mi vengono in mente quella culturale in Messico (The Ruins) o in Brasile (Turistas) quella esotica in centro Europa (Hostel) il club Med con psicopatico (Club Dread) e tutte con il solo biglietto di andata. Anna Maria Pelella

Superficie 213 Film Cinema
Superficie 213
5

Classico filmetto da fine catalogo che ha avuto un buon successo nel mondo e che viene presentato da noi con un certo tam-tam pubblicitario. Il film e' un classico thriller venato di horror che fa del finale a sorpresa il suo punto di forza,che pero' purtroppo tale non e' vista la facilita' nell'indovinarlo. Comunque la pellicola non inizia male,il regista gira con buona mano e seppur con del materiale di recupero - di ragazzi che si perdono nel bosco e vengono decimati e' poineo il cinem horro da almno tent'anni... - riesce a dare una buona atmosfera generale ed a descrivere dei personaggi perlomeno non tutti forzatamente simpatici e belli. Buona anche la fotografia e di discreto livello i montaggio,e' invece inutile chiedere troppo ad un gruppetto di attori poco capaci e che recitano sempre sopra le righe. Nel complesso la pellicola e' troppo statica,gli avvenimenti sono abbatsanza telefonati e nel complesso la tensione - quando c'e'... - e' altalenante,cosi' come il ritmo.

ceo_85 Film Cinema
ceo_85
5

Ammetto che l'idea di base è piuttosto interessante: un gruppo di giovani alla ricerca di funghi allucinogeni nei boschi della verdeggiante e desolata Irlanda con il solo scopo di "trippare" alla grande. Prendiamo quindi tre coppie di giovani di bella presenza, ognuna con un elemento prevalente che serve ad etichettarli banalmente (la coppia figa, quella fricchettona, quella sentimentalmente complicata), mettiamo qualche screzio qua e là tanto per pepare la vicenda e poi... funghi! Visioni raccapriccianti (di notevole effetto, bisogna ammetterlo), effetti speciali discreti, buona fotografia e atmosfera tesa si contrappongono a banalià allarmante, mancanza totale di tecnica (gli attori sono dei cani) e al difficile controllo di una sceneggiatura, che in più di qualche sezione si complica e contraddice. Risibili i dialoghi (possibile che ancora si presenti la scena in cui i protagonisti, di notte, attorno al fuoco raccontano una storia di paura?!... non siamo più negli anni '80!), clichè a ripetizione, idiozia nell'aria. Nonostante tutto, la voglia di arrivare al finale c'è, per vedere se ciò che si era previsto, alla fine accade... bè, sì, accade! E mentre si cerca mentalmente di riassumere la vicenda, si nota, che al di là del trip dei protagonisti, è il nonsense l'elemento che più contraddistingue la pellicola... bella roba! Cesare Mangione

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