Schede Film: 3308 | Schede Serial: 0 | Recensioni: 2373 | Iscritti: 33

Zeder

Foto Zeder  Film, Serial, Recensione, Cinema

Fotogallery



Siamo nel 1956. In una villa di Chartres in Francia, succede un fatto spaventoso: fra scosse di terremoto, un mostro affiora dal sottosuolo e azzanna la gamba di una ragazzina. Un gruppo di scienziati francesi viene incaricato dal governo di far ricerche sui morti e sull'aldilÓ. Un certo Paolo Zeder ha formulato la teoria che esistano dei "terreni K" nei quali i cadaveri vivono un non-tempo, una non-crescita, fenomeno non solo limitato al terreno di Chartres, ma del terreno della vasta necropoli di Spina, ove si sono trasferiti gli scienziati francesi, piazzando le telecamere nel feretro di un prete spretato. A questo punto interviene un giovane scrittore bolognese, Stefano, il quale ha avuto in regalo dalla giovane moglie, Alessandra, una macchina da scrivere. Proprio sul nastro di questa macchina acquistata al Monte di PietÓ, Stefano decifra un messaggio che lo porta a investigare sulla vita di un prete spretato, Luigi Costa, e sulla esistenza dei "terreni K"... (Trama ufficiale)

Titolo originale
RegiaPupi Avati
CastCesare Barbetti, Gabriele Lavia, Anne Canovas, Marcello Tusco, Bob Tonelli, Adolfo Belletti, Andrea Montuschi
GenereHorror
Anno1983
Durata100 '
ProdItalia
Produzione
Distribuzione
Sitoweb

Recensioni (1)

Superficie 213 Film Cinema
Superficie 213
8

Avati gira in modo egregio ,senza virtuosismi, una storia semplice ma realmente inquietante,dotata di una forza "malsana" di gran impatto. Bellissima la fotografia di Delli Colli,che aiuta il regista nel compito di creare un'atmosfera grigia,soffocante,dove i volti dei personaggi e la messa in scena risultano veramente inseriti nel contesto horror della storia. Come - quasi - sempre nei film di Avati la sceneggiatura e' solida,scritta in modo preciso e senza cadute di gusto,merito anche stavolta della collaborazione con Costanzo,che in tempi non sospetti riusciva a scrivere script davvero degni - esempio importante: LA CASA DALLE FINESTRE CHE RIDONO ,sempre di Avati -. Anche Lavia azzecca il ruolo in modo davvero impressionante , evitando di andare sopra le righe ed esagerare in eccessiva caratterizzazione , delineando uno scrittore forte ma al tempo stesso pieno di dubbi e di incertezze sulla vita e su se stesso. Buono il commento sonoro di un Ortolani trattenuto,che evita barocchismi e inutile nenie per concentrarsi sui rumori e sulle dissonanze che creano donano alla pellicola un gusto "new wave" che non stona affatto. In definitiva una pellicola di genere che esce dal genere stesso per esplorare in maniera personale lo stato d'animo umano di fronte alla morte,non a caso i guai per il protagonista sono creati da persone e non da morti viventi,persone che cercano di scoprire qualcosa che dovrebbe essere tenuto nascosto. Fortunatamente - come nei migliori casi - la scelta di unire sia la paura che la critica funziona. Una curiosita': qualcuno accuso' King di aver copiato da questa pellicola l'idea di base per il suo libro PET SEMETERY...in effetti ci sono molte similitudini tra l'opera di Avati ed il libro del Re del Maine...persino il finale coincide...ma da li' a gridare al plagio ce ne corre...o no? Federico Frusciante

Commenti (0)

Nessun commento

Vota questo FILM

"GRAN BEL FILM"

Gradimento

Media

7.75

Votanti

2

Per votare devi accedere nel KavusClub!

FILM IN EVIDENZA


HORROR ZONE

a cura di Federico Frusciante
Clicca qui per entrare nella sezione HorrorZone

CLASSIFICA TOP

I 3 migliori film di sempre secondo il KavusClub
Clicca qui per la classifica generale

CLASSIFICA FLOP

I 3 peggiori film di sempre secondo il KavusClub
Clicca qui per la classifica generale