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Il Signore del Male

Foto Il Signore del Male Film, Serial, Recensione, Cinema

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Un prete (Donald Pleasence) invita il professor Howard Birack (Victor Wong) e i suoi studenti a investigare su una misteriosa ampolla di forma cilindrica presente nella cantina di una chiesa abbandonata. L'ampolla contenete un liquido verde viene sottoposta ad esami. Dopo aver codificato un antico testo si scopre che la sostanza liquido Ŕ in realtÓ l'essenza pura del male...

Titolo originale
RegiaJohn Carpenter
CastDonald Pleasence, Jameson Parker, Victor Wong, Lisa Blount
GenereHorror
Anno1987
Durata107'
ProdUsa
ProduzioneLarry J. Franco, Shep Gordon
DistribuzioneUniversal
Sitoweb

Recensioni (2)

Ugo80 Film Cinema
Ugo80
8.5

Reduce dell'insuccesso di Grosso guaio a Chinatown e snobbato dalle major, John Carpenter ha pensato seriamente di abbandonare il cinema ma il produttore Larry Franco gli offre un pacchetto di quattro film a basso budget. Il primo di questi è proprio 'Prince of Darkness'. Fra tutti i film del regista del Kentucky questo è il più affascinante. Gli interessi si spingongo oltre il classico canovaccio del filmetto horror e chiama in causa la fisica quantistica inserita nel contesto ormai tipico dell'autore: la ricerca sul rapporto fra bene e male e sulla reazione umana nei confronti di quest'ultimo. Un gruppo di scienziati viene coinvolto in una scoperta che potrebbe cambiare la realtà così come la conosciamo dove la scienza incontra, o scontra, la religione. Esempio calzante è la citazione del 'gatto di Schrödinger', esperimento mentale ideato da Erwin Schrödinger allo scopo di dimostrare come quella che era l'interpretazione classica della meccanica quantistica risulta essere incompleta quando deve descrivere sistemi fisici in cui il livello subatomico interagisce con il livello macroscopico, nel caso del gatto nella scatola solo l'osservazione diretta potrà attribuire al gatto il suo stato di vita o morte. Questo concetto applicato al tema del film viene ad indicare il male non come spirito ma le parti più piccole di un atomo e, quindi, le particelle subatomiche. Aiutati da un prete succeduto al custode del 'segreto', il professor Birack inizia ad indagare con alcuni esperti e con l'aiuto dei suoi giovani studenti di fisica. La traduzione di un libro è l'unica fonte manoscritta ma è di difficile lettura poichè la scrittura è stata alterata nel tempo. L'oggetto di tanto stupore è un'ampolla vecchia sette milioni di anni contenente un liquido verde. I protagonisti nel frattempo sono letteralmente circondati, all'interno di una chiesa sconsacrata, da alcuni individui posseduti; questo è un aspetto delicato del film poichè altrimenti i ricercatori potrebbero benissimo abbandonare la magione e recarsi a cercare aiuto. L'arco di tempo che mano a mano impegna il gruppo nella ricerca è un crescendo di vivida paura intellettuale e psicologica. Si badi bene ho detto intellettuale e non horror letteralmente inteso, giacchè la suspence la crea proprio la storia narrata e non le situazioni di violenza gratuita coeva a film di genere e matrigna del cinema odierno. Il problema ed il punto più gravoso del film, però, è proprio quello di voler rientrare per forza di cose in un genere (horror) impedendo al film di aspirare ai film d'autore tout-court che esulano dal genere e quindi di ambire all'eccellenza. Il film dopo una prima parte memorabile sfocia nel banale proprio nel momento in cui cerca di dare seguito alle sue teorie, peraltro mirabilmente narrate, mostrandoci sequenze horrorifiche da B-movie e spezzando quell'incanto (o incubo) a cui abbiamo assistito per la prima mezz'ora. Ed è un vero peccato. Forse il regista, che ha firmato anche la sceneggiatura con lo pseudonimo di Martin Quatermass, per paura di un film troppo complesso ha preferito non azzardare troppo. Secondo me avrebbe dovuto osare di più. Bisogna ricordare che, come detto prima, veniva da un insuccesso e probabilmente ha ripiegato su degli stereotipi di genere già consolidati, forse per non offendere il pubblico abituato ad effetti dozzinali. Il film si riprende nuovamente alla grande nel finale. Ed è questo uno dei pregi di Carpenter messi poco in evidenza: "i finali". Anche dopo film non particolarmente riusciti riesce alla fine a tirare fuori "l'asso dalla manica" con una conclusione o inconclusione (in questo caso) sorprendenti. Come viene detto spesso esistono dei film imperfetti più importanti e interessanti di altri perfetti. Un piccolo gioiello. Ugo Gianfreda

Superficie 213 Film Cinema
Superficie 213
10

Carpenter e' un maestro assoluto.E non parlo solo di horror o film di genere,il suo stile e' unico,sempre riconoscibile ed ogni suo lavoro ha sempre qualcosa per cui vale la pena essere ricordato. Questo Prince of Darkness e' uno dei suoi film migliori,un capolavoro della suspance,messo in scena con una forza non comune e dotato di una sceneggiatura che riflette sulla condizione dell'essere umano,sul bene ed il male e sull'impossibilita' dell'uomo di non commetere errori in modo originale e mai manicheo. Tutta la prima parte e' assolutamente fantastica,la regia del maestro e' ai massimi livelli,ogni inqaudratura ha un suo perche' ed i dialoghi sono ottimi e scritti con una perizia sull'argomento trattato - la fisica quantistica non e' proprio argomento di conversazione di tutti i giorni - davvero rara. La descrizione dela Male puro come un'entita' palpabile e' eseguita con perizia e la scelta di ambientare il tutto in interni giova al film per quanto riguarda la suspance - altissima sin dal primo minuto anche grazie ad una colonna sonora eccezionale -. Tutto il casr risponde perfettamente e recita benissimo ,immerso in una storia complicata che non imbocca quasi mai la strada del gore - anche se un paio di scene sono belle sanguinolente - e che invece sceglie la strada della tensione,che sfocia in un finale apocalittico davvero riuscito. Come al suo solito Carpneter infila tre o quattro stilettate verso la Chiesa e le sue idee non sono mai banali e stoltamente manichee. Un gran film,che ha uno dei finali piu' inquitanti e riusciti di sempre e che puo' vantare la partecipazione straordinaria di Alice Cooper nel ruolo di un barbone malefico. Federico Frusciante

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